Vegetali, animali
Quel cervo la vigile fronte penetrata nei dintorni
nel vasto prato rotondamente galoppando
s’avviò; a volo le lunghe erbe
da ogni parte afferrava finché l’erba
cicuta lo pietrificò. L’albero l’ossatura allargava
cercando spazio tra gli alberi; con il ciuffo in breve
di un palmo l’altezza superò della foresta:
due guardie forestali quello segnarono col marchio.
Che alla scure segnala il punto dell’attacco.
L’insetto giallo sull’albero strisciava
ad alte foglie ampie come laghi:
a ciondolare. Intervenne a schizzargli la schiena
il becco del Bucorvo rosso e curvo come un ponte
d’avorio. Quel fiore foglie e petali distese
fino a inverosimili ampiezze: sostare vi potevano
colibrì e lo spesso gregge degli insetti.
Sciocco ed arruffone, recidendolo, l’esploratore
ne, con violente ditate, fece scempio.
Quel topo gli occhi aghiformi affilò
una veloce nuvola fissando che gonfiava salendo,
esplodeva sibilando nell’aria violenti pennacchi:
allo scoperto rimasto, topo del deserto, dall’attento
falco fu squarciato. L’uccello il folto
dei cespugli obliò, un lunghissimo verme
succhiò dalle zolle: due amici monelli
appostati gli occhi riuscirono a forargli
sulla gola inchiodandogli la preda dal becco
metà dentro e metà fuori.
nel vasto prato rotondamente galoppando
s’avviò; a volo le lunghe erbe
da ogni parte afferrava finché l’erba
cicuta lo pietrificò. L’albero l’ossatura allargava
cercando spazio tra gli alberi; con il ciuffo in breve
di un palmo l’altezza superò della foresta:
due guardie forestali quello segnarono col marchio.
Che alla scure segnala il punto dell’attacco.
L’insetto giallo sull’albero strisciava
ad alte foglie ampie come laghi:
a ciondolare. Intervenne a schizzargli la schiena
il becco del Bucorvo rosso e curvo come un ponte
d’avorio. Quel fiore foglie e petali distese
fino a inverosimili ampiezze: sostare vi potevano
colibrì e lo spesso gregge degli insetti.
Sciocco ed arruffone, recidendolo, l’esploratore
ne, con violente ditate, fece scempio.
Quel topo gli occhi aghiformi affilò
una veloce nuvola fissando che gonfiava salendo,
esplodeva sibilando nell’aria violenti pennacchi:
allo scoperto rimasto, topo del deserto, dall’attento
falco fu squarciato. L’uccello il folto
dei cespugli obliò, un lunghissimo verme
succhiò dalle zolle: due amici monelli
appostati gli occhi riuscirono a forargli
sulla gola inchiodandogli la preda dal becco
metà dentro e metà fuori.