Alla pari di me, tetto avvampato dal caldo,
e dei miei limiti brevi, e breve percorso,
tu tra la doccia ed il culmine, irsuto mio tetto,
lento t’arrampichi, persisti, resti: e lasci
” che parli il cielo, di là da te, per te.

Poi, quando l’ora scottante trapassa, sopra
le buie parole ed il tanfo della solita
vita che tu proteggi, respiri quel poco
che ti dà pace. Questo tu esprimi col tuo
1° silenzio. Vorrei che così fossero i miei versi.
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