Chi passerà vedendo quel filo nero,
quel segno illeggibile, era stato il corpo di un marinaio,
di un giocatore, trascinato, sepolto?
Fa bene a non fermarsi il signore, “chi sa cos’ è”
dice un istante e ha già lo sguardo altrove:
perché qui non ci fu un barlume di verità, e non c’è
in nessuna scomparsa, lo sai, in nessuna memoria,
solo il dominatore dei vivi e dei morti,
solo 1] vuoto cielo.
Da L’OPERA LASCIATA SOLA

II

Non esiste la storia dell’eternità.
Chi scriverà questo libro, il più atteso,
avrà un compito grande e raro.
E quale reazione è immaginabile, quale non è,

da parte dei lettori, quale pausa?
Ora, contadini miei, interrompete il lavoro,
prendete una tavola e dipingete
i vostri campi, fate
i pittori. Chissà quante cose
perderemo, risposero. E non si tratta
di rappresentare l’abbondanza, se il raccolto
è scarso, ma lasciate fuggire
1 vostri fanciulli, 1 familiari, nei boschi,
senza ritorno a sera - li scorgerete
appena, inavvicinabili,
un giorno dileguarsi nel fitto di faggi e abeti
- migreranno - per non più rivederli
vivranno poco, senza una casa,
non oltre i novant’anni.
Li uccide il freddo di questo inverno polare,
o, speriamo lontano, un cacciatore,
o un rivale in amore. Non vi lasceranno
un appiglio, un ricordo, niente:
come se non l’aveste mai incontrati.

VIII
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