Femmine ignude con pupille immonde
avidamente saltano un trescone,
e lor mammelle sitibonde e prone
sgonfian sul petto flaccide e profonde.

Scattano torsi e ventri si ripiegano:
coppe congiunte in nudità di latte.
Sotto le ascelle la cesarie sbatte
e le pupille in mar d’ansie s’annegano.

Il desiderio sminuetta addosso,
ride, saltella, guizza e non addenta;
vigila e ringhia, lascia e poi s’avventa
con un urlo bramoso di molosso.
Oscenamente si avviticchia e morde
le carni, e le martella, e le ritorce;
anime e braccia fuman come torce:
si tendon seni e succhian bocche ingorde.

Strani tintinni orchestra a scrosci il sangue,
passano fasce rosse sopra agli occhi
e sembra a un tratto, o sogno, che trabocchi
tutta la vita dalla vulva esangue.
Condividi

Commenti (0)

Accedi per pubblicare un commento.

Ancora nessun commento. Sia il primo a commentare.