Sono e pensoso i più deserti campi
Sono e pensoso i più deserti campi
vo misurando a passi tardi e lenti;
e gli occhi porto, per fuggire, intenti,
ove vestigio uman l’arena stampi.
Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti;
perchè ne gli atti d’allegrezza spenti
di fuor si legge conio dentro avvampi:
sì clio mi credo omai che monti e piagge
e fiumi e selve sappian di che tempre
IO
sia la mia vita, ch’è celata altrui.
Ma pur sì aspre vie nè sì selvagge
cercar non so, ch’Amor non venga sempre
ragionando con meco, ed io con lui.
vo misurando a passi tardi e lenti;
e gli occhi porto, per fuggire, intenti,
ove vestigio uman l’arena stampi.
Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti;
perchè ne gli atti d’allegrezza spenti
di fuor si legge conio dentro avvampi:
sì clio mi credo omai che monti e piagge
e fiumi e selve sappian di che tempre
IO
sia la mia vita, ch’è celata altrui.
Ma pur sì aspre vie nè sì selvagge
cercar non so, ch’Amor non venga sempre
ragionando con meco, ed io con lui.