La beatitudine del nulla
Oh la beatitudine del nulla,
candido come un foglio senza margini
disteso davanti al vecchio che contempla
quieto, senza più molto futuro
e desiderio, ora che è sospeso
l’essere, e tutto è come se non fosse
mai esistito oppure già si fosse dopo,
nell’infinito ozio di Dio. Scrollò
il capo: è tutto ciò che posso dargli
alla fine di tutto, sospirò,
si rimise a sedere, e allora io
incominciai a segnare su quel vuoto
il profilo di un corpo che ne uscisse
fuori, nudo, con i capelli neri
mossi dal vento che subito era sorto,
imbarazzato, prima, poi ridente,
mentre da un angolo veniva fuori un sole
enorme, rosso, e la ragazza adagio
incominciava a pettinarsi, attenta
nello specchio che avevo disegnato
nella sua mano.
candido come un foglio senza margini
disteso davanti al vecchio che contempla
quieto, senza più molto futuro
e desiderio, ora che è sospeso
l’essere, e tutto è come se non fosse
mai esistito oppure già si fosse dopo,
nell’infinito ozio di Dio. Scrollò
il capo: è tutto ciò che posso dargli
alla fine di tutto, sospirò,
si rimise a sedere, e allora io
incominciai a segnare su quel vuoto
il profilo di un corpo che ne uscisse
fuori, nudo, con i capelli neri
mossi dal vento che subito era sorto,
imbarazzato, prima, poi ridente,
mentre da un angolo veniva fuori un sole
enorme, rosso, e la ragazza adagio
incominciava a pettinarsi, attenta
nello specchio che avevo disegnato
nella sua mano.