Veronica Franco

Veronica Franco

1546–1591 · visse 45 anni IT IT

n. 1546, Veneza · m. 1591-07-22, Veneza

Or mi si para il mio letto davante

Or mi si para il mio letto davante,
ov’in grembo t’accolsi, e ch’ancor l’orme
serba dei corpi in sen l’un l’altro stante.
Per me in lui non si gode e non si dorme,
ma ‘l lagrimar de la notte e del giorno
vien che in fiume di pianto mi trasforme.

Ma pur questo medesimo soggiorno,
che fu de le miei gioie amato nido,
dove sola in tormento e ’n duol soggiorno,

per campo eleggi […]

Di tal modo combatter a me piace,
e d’acerba vendetta al desir mio
questa maniera serve e sodisface.

Benché far del tuo sangue un lago rio
spero senz’alcun dubbio, anzi son certa,
senza una stilla spargerne sol io;

ma, se da te mi sia la pace offerta?
se la via prendi, l’armi poste in terra,
a le risse d’amor del letto aperta?

Debbo continuar teco ancor in guerra,
poi che, chi non perdona altrui richiesto,
con nota di viltà trascorre ed erra?

Quando tu meco pur venissi a questo,
per aventura io non mi partirei
da quel ch’è convenevole ed onesto.

Forse nel letto ancor ti seguirei,
e quivi, teco guerreggiando stesa,
in alcun modo non ti cederei:

per soverchiar la tua sì indegna offesa
ti verrei sopra, e nel contrasto ardita,
scaldandoti ancor tu ne la difesa,

teco morrei d’egual colpo ferita […]
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Poesie

1

Or mi si para il mio letto davante

Or mi si para il mio letto davante,
ov’in grembo t’accolsi, e ch’ancor l’orme
serba dei corpi in sen l’un l’altro stante.
Per me in lui non si gode e non si dorme,
ma ‘l lagrimar de la notte e del giorno
vien che in fiume di pianto mi trasforme.

Ma pur questo medesimo soggiorno,
che fu de le miei gioie amato nido,
dove sola in tormento e ’n duol soggiorno,

per campo eleggi […]

Di tal modo combatter a me piace,
e d’acerba vendetta al desir mio
questa maniera serve e sodisface.

Benché far del tuo sangue un lago rio
spero senz’alcun dubbio, anzi son certa,
senza una stilla spargerne sol io;

ma, se da te mi sia la pace offerta?
se la via prendi, l’armi poste in terra,
a le risse d’amor del letto aperta?

Debbo continuar teco ancor in guerra,
poi che, chi non perdona altrui richiesto,
con nota di viltà trascorre ed erra?

Quando tu meco pur venissi a questo,
per aventura io non mi partirei
da quel ch’è convenevole ed onesto.

Forse nel letto ancor ti seguirei,
e quivi, teco guerreggiando stesa,
in alcun modo non ti cederei:

per soverchiar la tua sì indegna offesa
ti verrei sopra, e nel contrasto ardita,
scaldandoti ancor tu ne la difesa,

teco morrei d’egual colpo ferita […]

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