Francesco Cei

Francesco Cei

1471–1505 · visse 34 anni IT IT

n. 1471, Florença · m. 1505, Roma

Oimè, che a pensar del sacro petto

Oimè, che a pensar del sacro petto
sento che ogni mio spirito si muove:
quivi fussi per sempre el mio ricetto,
massime dove due mammelle piove
picciole et ferme, e in mezo un boccioletto
getta il liquor che si dà bere a Giove:
non è marmo sì forte freddo o saldo,
che non sentissi nel toccarla caldo.
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Poesie

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Oimè, che a pensar del sacro petto

Oimè, che a pensar del sacro petto
sento che ogni mio spirito si muove:
quivi fussi per sempre el mio ricetto,
massime dove due mammelle piove
picciole et ferme, e in mezo un boccioletto
getta il liquor che si dà bere a Giove:
non è marmo sì forte freddo o saldo,
che non sentissi nel toccarla caldo.

Se de l’uve il sangue amabile

Se de l’uve il sangue amabile
non rinfratica ognor le vene,
questa vita è troppo labile,
troppo breve, e sempre in pene.
Sì bel sangue è un raggio acceso
di quel sol che in ciel vedete,
e rimase avvinto e preso
di più grappoli a la rete.
Su su, dunque, in questo sangue
rinnoviam l’arterie e i muscoli:
e per chi s’invecchia e langue
prepariam vetri maiuscoli:
ed in festa baldanzosa,
tra gli scherzi e tra le risa,
lasciam pur, lasciam passare
lui che in numeri e in misure
si ravvolge e si consuma,
e quaggiù Tempo si chiama,
e bevendo e ribevendo,
i pensier mandiamo in bando.

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