Poesie di questo tema
Fratellanza
Alessandro Parronchi
Via s. leonardo
Battibecco di sorelle per la via
una bionda una bruna per la via
San Leonardo fatto presto fatto tardi
alla messa di domenica mattina
° una bionda una bruna in mezzo al verde
al grigiastro delle mura al cielo grigio
alla pioggia che becchetta sull’ombrello
tutto lustro pietre ombrello tacchi lustri
occhi lustri di sorelle per la via.
una bionda una bruna per la via
San Leonardo fatto presto fatto tardi
alla messa di domenica mattina
° una bionda una bruna in mezzo al verde
al grigiastro delle mura al cielo grigio
alla pioggia che becchetta sull’ombrello
tutto lustro pietre ombrello tacchi lustri
occhi lustri di sorelle per la via.
Attilio Bertolucci
Al fratello
Un giorno amaro l’infinita cerchia
dei colli
veste di luce declinante,
e già trabocca sulla pianura
un autunno di foglie.
Più freddi ora dispiega i suoi vessilli
d’ombra il tramonto,
un chiaro lume nasce
dove tu dolce manchi
all’ antica abitudine serale.
dei colli
veste di luce declinante,
e già trabocca sulla pianura
un autunno di foglie.
Più freddi ora dispiega i suoi vessilli
d’ombra il tramonto,
un chiaro lume nasce
dove tu dolce manchi
all’ antica abitudine serale.
Paolo Ruffilli
Mia sorella
(Mia sorella
di pochi mesi,
avvolta in un grembiule
"che la preme.
La tengo, perplesso,
per un dito.
Quasi smarrito.
Le stesse orecchie,
uguali e occhi
e naso e bocca.
Ho cinque anni).
Poi, scocca l’ora
che uno neanche teme.
Essere stati assieme:
scoperte e giochi
negli stessi panni...
e arrivare
a perdersi di vista.
Trovarsi raramente
e non avere, adesso
niente più da dirsi.
Di qua e di là
da un muro,
magari in cima.
Ognuno assunto
un ruolo, la parte
di una vita che
prima era comune
e ora dista chissà
per quali eventi.
L’oscuro delle
rette divergenti
da un punto
sulle carte
all’infinito.
di pochi mesi,
avvolta in un grembiule
"che la preme.
La tengo, perplesso,
per un dito.
Quasi smarrito.
Le stesse orecchie,
uguali e occhi
e naso e bocca.
Ho cinque anni).
Poi, scocca l’ora
che uno neanche teme.
Essere stati assieme:
scoperte e giochi
negli stessi panni...
e arrivare
a perdersi di vista.
Trovarsi raramente
e non avere, adesso
niente più da dirsi.
Di qua e di là
da un muro,
magari in cima.
Ognuno assunto
un ruolo, la parte
di una vita che
prima era comune
e ora dista chissà
per quali eventi.
L’oscuro delle
rette divergenti
da un punto
sulle carte
all’infinito.
Umberto Saba
In cortile
In cortile quei due stavan soletti.
Era l’alba con venti umidi e freschi.
Mi piaceva guardar sui fanciulleschi
volti il cupo turchino dei berretti;
quando lun l’altro, dopo due sgambetti,
fece presentat’arm colla ramazza.
Seguì una lotta ad una corsa pazza,
colle schiene cozzarono e coi petti.
Mi videro, e Dio sa quale capriccio
sospinse a me quei due giovani cani.
Con molti «Te la sgugni» e «Me la spiccio»,
motteggiando, mi presero le mani.
Ed io sorrisi, ché ai piccoli snelli
corpi, agli atti parevano gemelli.
Era l’alba con venti umidi e freschi.
Mi piaceva guardar sui fanciulleschi
volti il cupo turchino dei berretti;
quando lun l’altro, dopo due sgambetti,
fece presentat’arm colla ramazza.
Seguì una lotta ad una corsa pazza,
colle schiene cozzarono e coi petti.
Mi videro, e Dio sa quale capriccio
sospinse a me quei due giovani cani.
Con molti «Te la sgugni» e «Me la spiccio»,
motteggiando, mi presero le mani.
Ed io sorrisi, ché ai piccoli snelli
corpi, agli atti parevano gemelli.