ho le radici proprio qui beate nell’abisso di passione
e sono disgiunte e separate
e il pesco non saprà mai il sapore della pesca
né io posso chiamare beata l’anima che non sa il nome
atterrita da troppo fuoco
ed è acerbamente risaputo che è festa di spegnimento senza botto
per i luoghi disastrati della terra

non rompe le nevi né sprezza le piogge né il vento
e s’avventa occhi e cuore sul corpo
robusto disprezzatore di maneggi
e non arresta il corso
seguace di falsa apparenza perde quello che ha
e fluisce lasciando traccia di fiato
male avvertito a provocare né mai a godere

dianzi non ero così sbiancata e parlavo e ho mancato
quando che la zagaglia mi ha mancato
molti luoghi attraversando e in nessuno restando
e però il massimo dei lussi me lo sono goduto
disponendo tutto il mio tempo nello sforzo massimo
di stare dentro il tempo

di questa lotteria non ho mancato un biglietto
e giocata dalla tentazione arriverò in tempo per l’estrazione
godimento di tutti 1 piaceri senza confusione
abbrancare l’inabbrancabile
e corro e predo fino alla fattoria del profeta
Da MEDICINA CARNALE.
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