Sono giornate, queste, di scirocco politico,
di sciocco bolseggiare in una lingua
che sempre meno ci appartiene: achtung, compagni,
attenzione e ancora attenzione: in questo sfiocco
di chiacchiere melliflue o minacciose, affiora
un grumo nero, una pillola di cianuro
truccata col cerone: gibbone ciarlatano e ventriloquo.
Facciamo muro, allora: che sia duro il più possibile,
elastico, reattivo, intelligente: e che ripari
da quest’orgia di niente malandrina, con la sua massa
e la sua ombra, sia ulivi o olivastri; purché, dico,
quest’intruglio di melassa non plastifichi
la parola e l’azione comunista.

Dico, compagni, che sì, siamo gente veloce,
veloce ancora, anche con tutti i suoi anni
che anni buoni davvero quasi mai sono stati; gente
che alza la voce pure con tutti 1 suoi malanni;
gente che non si fa mettere in croce, ormai,
e MAI PIÙ,
dai fascisti e dai loro attaccapanni.
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