Se il cielo tosse di motori lontani e sputa
sull’aria corsa da serpentelli in foia
tu invece di battere il piede e spiegazzare carta
lanciami il tuo odio, femmina dello zenit,
una volta per sempre, maligna.

Basta oh basta per sempre. E là
dal boschetto bruciato
due poi due
fischi paralitici fanno tre passi muoiono
col loro secreto nell’aria molle piena
di silenzi accovacciati sotto i voli delle viole.
Da spàmpani e mazzi di fiori bianchissimi orlati di rosso
i serpentelli invisibili scivolano via tremolando dal cielo
a coppie si gettano a dormire sui letti d’oriente
uno è rimasto solo va per i fatti suoi.

Ma tu non sorriderne tanto, femminaserpe, non senti
che i petali bianchi si aggrinzano in ghigni
e le gengive ti sanguinano
masticando le nuvolette del veleno dolciastro?
Oh ti vedo
brancicare gli ultimi azzurri del cielo
mordere
a tradimento le prime stelle verdi nel cielo.

Cielofemmina imbellettato di blu
non sa odiare
né amare
più.
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