Elenco delle poesie
Esplori le poesie della nostra raccolta
Alla chiesa di frosinone
Il tuo orologio suona ogni quarto,
ogni quarto ricorda: — il tempo passa;
ogni quarto con tocchi argentini
e l’ore con cupi tocchi. E sembra
che questi di Fr…
Alla sorella
Gli aghi dei pini tremolanti, e un sole
di fanciullezza con inerme cuore
vani per la campagna,
fu piccolo, poi nulla. Una farfalla
oggi vola sui mirti.…
D’estate
E cresce, anche per noi
l’estate
vanitosa, coi nostri
verdissimi peccati;
ecco l’ospite secco
del vento,
che fa battibecco
tra le foglie…
Dai tetti
È un mare fermo, rosso,
un mare cotto, in un’increspatura
di tegole. È un mare di pensieri.
Arido mare. E mi basta vederlo
tra le persiane appena schiuse: e …
Dell’ombra
Un giorno di primavera
vidi l’ombra d’un’albatrella
addormentata sulla brughiera
come una timida agnella.
Era lontano il suo cuore
e stava sospeso…
Fraterno tetto...
Fraterno tetto; cruda città; clamore
e strazio quotidiano; o schiaffeggiante
vita, vita e tormento alla mia anziana
età: guardatemi! sono il più càduco,
tra …
Guarda questi begli anemoni...
Guarda questi begli anemoni colti
l’altra sera ai colli di Settignano,
alcuni viola, altri più chiari; erano
mezzi moribondi, così sepolti
quasi, fra l…
Il tempo ci rapisce, e il cielo è solo
Il tempo ci rapisce, e il cielo è solo
anche di queste rondini che il volo
intrecciano, pericolosamente,
come chi va cercando nella mente
qualche nome …
Il vecchio: stravaganze, sventura, destino, ii
Ed è così che nella mia sventura
scoppia un umore crudo, un cupo fuoco
di dolore in rivolta, un acre riso,
che s’impanca al mio desco desolato
Io un’alba guardai il cielo
Io un’alba guardai il cielo e vidi
uno spazioso aere sulla terra perduta;
negletta cosa stava tra i suoi lidi,
tra gli spenti smeraldi oscura e muta.
*…
Non io
Non io mi lamento, ma il cuore lacerato
dalla piaga cui è grazia il suo stesso sapere
che il proprio destino è quel vocio che resta
inespresso; e che l’innumere c…
Non sei contento del possesso dei giorni?
Non sei contento del possesso dei giorni?
Temi di perderlo? Credi d’esser da più
di ciò che sempre muta e viene disfatto?
Non ti basta quel po’ di sole che ancora…
Piazza dei fanciulli la sera
Io arrivai in una piazza
colma di una cosa sovrana,
una bellissima fontana
e intorno un’allegria pazza.
Stava tra verdi aiole;
per viali di ghiaie…
Rovine 1945
Non è vero che hanno distrutto
le case, non è vero:
solo è vero in quel muro diruto
l’avanzarsi del cielo
a piene mani, a pieno petto,
dove ignoti…
Un dolce pomeriggio d’inverno
Un dolce pomeriggio d’inverno, dolce
perché la luce non era più che una cosa
immutabile, non alba né tramonto,
i miei pensieri svanirono come molte
farfalle,…
A bella donna, per essergli stato tolto il cappello
O Madonna bella e gaja
voi mi date un po’ la baja;
me la date, ed io la piglio,
bella Dea dal nero ciglio.
Io non ebbi gran timore;
parte ho anch’…
Da La Ninetta del Verzee
Bravo el mè Baldissar! bravo el mè nan!
l’eva poeù vora de vegnì a trovamm…
T’el seet mattascion porch che maneman
l’è on mes che no te vegnet a ciollamm?
Ah…
Dal Marchionn di gamb avert
Godeva la mia vita i mes indree
proppi campagna, in pas e in libertaa;
i varoeul i eva faa,
seva foeura di busch quant al mestee,
e in grazia di desgrazzi
Dormiven dò tosann
Dormiven dò tosann tutt dò attaccaa
alla stanza de lecc della mammina,
vergin istess tutt dò, ma in quella etaa
che comenza a spiurigh la passarina;
ta…
La monizzione
Lassa ste vanità: làssele, sposa.
Ar monno, bella mia, tutto finisce.
Come sémo arrivati ar proficisce,
addio vezzi, addio fibbie, addio ’gni cosa.
Quanto te…
La nomina del cappellan
Alla Marchesa Paola Cangiasa,
vuna di primm damazz de Lombardia,
gh’era mort don Gliceri, el pret de casa,
in grazia d’ona peripneumonia
che la gh’ha faa qui…
La povera moje
E otto: ott’ora. E nun ritorna! e intanto
me lassa qui a spirà sur una sedia.
Oh che vita! Si Iddio nun ciarimedia,
è mejo de morì che penà tanto.
Ma G…
Leggevem on bell dì
Leggevem on bell dì per noster spass
i avventar amoros de Lanzellott;
no gh’eva terz incomod che seccass,
stoo per dì s’avarav poduu stà biott;
e rivand in d…
Sura Caterinin
Sura Caterinin, tra i bej cossett
che la gh’ha intorna e che ghe fan onor,
gh’è quell para de ciapp e quij dò tett
ch’hin degn de guarnì on lett de imperator.