Poesie di questo tema
Silenzio
Alberto Cappi
Cosa ne sai del silenzio
cosa ne sai del silenzio
del suo sì e del no dell’io
stupefatto nella bragia del
mattino che non parla che
accende il rogo dello sguardo
negli occhi chini all’anima
di noce sotto la croce di un
astro d’uva chiara che si
annida tra le ciglia e appena
a pena crea scintille e si
perde in orme azzurre e viola
ho la tua parola la voce dorme
del suo sì e del no dell’io
stupefatto nella bragia del
mattino che non parla che
accende il rogo dello sguardo
negli occhi chini all’anima
di noce sotto la croce di un
astro d’uva chiara che si
annida tra le ciglia e appena
a pena crea scintille e si
perde in orme azzurre e viola
ho la tua parola la voce dorme
Alberto Cappi
Eventi
mandami il tuo silenzio
donna
l’immagine e il dono
il pomo
della discordia
la presa dell’occhio
che dia
la resa dell’io
l’oblio
donna
l’immagine e il dono
il pomo
della discordia
la presa dell’occhio
che dia
la resa dell’io
l’oblio
Alessandro Parronchi
Infinite ombre dormono
Infinite ombre dormono
nei boschi che un vertiginoso albore
rende più negri. Ah se non fosse il lume
che qui rompe la tenebra,
* e quello strano fiume che con voci
gaudiose sempre più s’allontana,
ti ricorderemmo anima ?
Chi mai trasalirebbe al tuo respiro?
nei boschi che un vertiginoso albore
rende più negri. Ah se non fosse il lume
che qui rompe la tenebra,
* e quello strano fiume che con voci
gaudiose sempre più s’allontana,
ti ricorderemmo anima ?
Chi mai trasalirebbe al tuo respiro?
Cesare Viviani
Poi gli uomini
Poi gli uomini si costringono a perdere
i suoni delle parole, persino della voce,
e per sovrastare fanno i luoghi sempre più stretti,
la bocca sempre più piena
fino a tacere.
i suoni delle parole, persino della voce,
e per sovrastare fanno i luoghi sempre più stretti,
la bocca sempre più piena
fino a tacere.
Eugenio Montale
Incespicare
Incespicare, incepparsi
è necessario
per destare la lingua
dal suo torpore.
° Ma la balbuzie non basta
e se anche fa meno rumore
è guasta lei pure. Così
bisogna rassegnarsi
a un mezzo parlare. Una volta
1° gualcuno parlò per intero
e fu incomprensibile. Certo
credeva di essere l’ultimo
parlante. Invece è accaduto
che tutti ancora parlano
“e il mondo
da allora è muto.
è necessario
per destare la lingua
dal suo torpore.
° Ma la balbuzie non basta
e se anche fa meno rumore
è guasta lei pure. Così
bisogna rassegnarsi
a un mezzo parlare. Una volta
1° gualcuno parlò per intero
e fu incomprensibile. Certo
credeva di essere l’ultimo
parlante. Invece è accaduto
che tutti ancora parlano
“e il mondo
da allora è muto.
Gian Pietro Lucini
La statua
Bocca ermetica, parla! M’impaura
il silenzio. Occhi verdi e tenebrosi,
specchi lucenti e mobili all’oscura
anima tua; volete mai ch’io osi
” a scuotervi col bacio? Fronte pura,
troppo pura e marmorea, l’orgogliosi
bianchi destini non segnàr la dura
tua costanza? Ah! ... Un fremito? ... T’imposi
sulla rossa cesarie ambo le mani.
1° Non mi hai guardato. Stan, come dei ceri,
due rossi gilii a splenderti davanti.
Questi hai guardato: e sarà il domani
morto così come fu morto ieri?
Catalettica al riso, ignota ai pianti.
il silenzio. Occhi verdi e tenebrosi,
specchi lucenti e mobili all’oscura
anima tua; volete mai ch’io osi
” a scuotervi col bacio? Fronte pura,
troppo pura e marmorea, l’orgogliosi
bianchi destini non segnàr la dura
tua costanza? Ah! ... Un fremito? ... T’imposi
sulla rossa cesarie ambo le mani.
1° Non mi hai guardato. Stan, come dei ceri,
due rossi gilii a splenderti davanti.
Questi hai guardato: e sarà il domani
morto così come fu morto ieri?
Catalettica al riso, ignota ai pianti.
Giuseppe Ungaretti
Memoria d’ofelia d’alba
Da voi, pensosi innanzi tempo,
Troppo presto
Tutta la luce vana fu bevuta,
Begli occhi sazi nelle chiuse palpebre
Ormai prive di peso,
E in voi immortali
Le cose che tra dubbi prematuri
Seguiste ardendo del loro mutare,
Cercano pace,
1° E a fondo in breve del vostro silenzio
Si fermeranno,
Cose consumate:
Emblemi eterni, nomi,
Evocazioni pure...
Troppo presto
Tutta la luce vana fu bevuta,
Begli occhi sazi nelle chiuse palpebre
Ormai prive di peso,
E in voi immortali
Le cose che tra dubbi prematuri
Seguiste ardendo del loro mutare,
Cercano pace,
1° E a fondo in breve del vostro silenzio
Si fermeranno,
Cose consumate:
Emblemi eterni, nomi,
Evocazioni pure...
Maria Luisa Spaziani
Se uso la parola
Se uso la parola è per pregarti
di ascoltare il mio fondo silenzio.
Non c’è ancora un linguaggio (o s’è dimenticato)
per tradurre ciò che a te ho da dire.
Un pagliaccio batteva su un tamburo.
Era musica d’angeli, secondo il suo cuore.
E non vedeva più nemmeno l’orso
che gli zompava accanto
di ascoltare il mio fondo silenzio.
Non c’è ancora un linguaggio (o s’è dimenticato)
per tradurre ciò che a te ho da dire.
Un pagliaccio batteva su un tamburo.
Era musica d’angeli, secondo il suo cuore.
E non vedeva più nemmeno l’orso
che gli zompava accanto