Sandro Penna

Sandro Penna

1906–1977 · visse 70 anni IT IT

n. 1906-06-12, Perúgia · m. 1977-01-21, Roma

Andiamo, andiamo disperatamente

Andiamo, andiamo disperatamente
ancora insieme ne la notte fonda
e lieve e vellutata dell’estate.
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Poesie

24

Scuola

Negli azzurri mattini
le file svelte e nere
dei collegiali. Chini
su libri poi. Bandiere
di nostalgia campestre
gli alberi alle finestre.

Sei Poesie

Non ami le pareti della tua
stanza. Hai negli occhi i papaveri rossi
in fuga. Il sorriso del giovane
acrobata. Il trionfo
di lui, o della tua
vita quando torna primavera.

II
Si ricompone un ritmo. Primavera
nella gaia città, dove un fanciullo accorre
se passa una fanfara. Dove le chiese
dimenticano i fedeli, e nelle aiuole
dormono abbandonate biciclette.

III
Tu freschezza e natura, anonimo credevo
e dolcissimo fiore: adesso un poco
solo per me perverso. Centro
ti fai dell’universo.

IV
Nel chiuso lago, sola, senza vento
la mia nave trascorre, ad ora ad ora.
Fremono i fiori sotto i ponti. Sento
la mia tristezza accendersi ancora.

V
Sei nella voce di un treno lontano
nella notte, e mi prendi per la mano.

VI
Ecco il fanciullo acquatico e felice.
Ecco il fanciullo gravido di luce
più limpido del verso che lo dice.
Dolce stagione di silenzio e sole
e questa festa di parole in me.

Straripa nell’umida notte...

Straripa nell’umida notte in silenzio
il fiume. Addio secco vigore della mia gioventù.

Sul molo il vento soffia forte...

Sul molo il vento soffia forte. Gli occhi
hanno un calmo spettacolo di luce.
Va una vela piegata, e nel silenzio
la guida un uomo quasi orizzontale.
Silenzioso vola dalla testa
di un ragazzo un berretto, e tocca il mare
come un pallone il cielo. Fiamma resta
entro il freddo spettacolo di luce
la sua testa arruffata.

Libri

7

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