Vivian Lamarque

Vivian Lamarque

Abbandono

Mangiavo dormivo
facevo la brava - bambina
per conquistarti “mammina”.
Corteggiamento vano
a nove mesi mi hai preso per mano
mi hai lasciata a Milano.
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Poesie

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Abbandono

Mangiavo dormivo
facevo la brava - bambina
per conquistarti “mammina”.
Corteggiamento vano
a nove mesi mi hai preso per mano
mi hai lasciata a Milano.

Calzina

Mia figlia dice
che le piacerebbe chiamarsi
“calzina”.
Di che colore?
Saltando su un piede
già cambia di stanza
rispondendo ROSSA!
e a righe! mamma!

Dell’alluvione

Cenavo sola
O in altre case.
Una volta mi dimenticai di dire dove.
Ero da una bambina del Polesine
detta “dell’alluvione”
perché sua madre era morta in una piena.
Trovai la mamma poveretta
a cercarmi per strada.
Mi ero dimenticata
quella volta
di dire dove.

Iì signore Mai

Era un signore bello e meraviglioso.
Vicino a lui non si poteva stare sempre sempre, bensì mai.
Lui, il Lontano, viveva dispettoso con la sua famiglia, in un
altro luogo.

Il signore andato via

Era un signore andato via.
A lei qui rimasta tantissimo mancava.
La traccia da lui lasciata segnava ovunque intorno a lei l’aria.
Come un quadro spostato per sempre segna la parete.

Il signore che non arrivava

Alla finestra di una casa una signora aspettava sempre un
signore che non arrivava.
E allora perché lo aspettava?
Perché la signora non lo sapeva che il signore non arrivava.
Questo lo sappiamo noi, non lei.

Il signore degli spaventati

Aveva una stanza grande e una stanza piccola.
Nella stanza piccola c’era un tavolino grande e nella stanza
grande c’era un tavolino piccolo e c’erano due poltrone.
In una sedeva lui, nell’altra sedevano gli spaventati che lui,
con sapienza, rassicurava.

Il signore del bastimento

Abitava su un bastimento fermo in mezzo al mare.
Gli dicevano sempre torna a casa ma lui non ci pensava affatto.
Si spostava con calma da poppa a prua, guardava le onde,
le stelle quando c’erano, l’altezza del sole.
I pesci ormai lo conoscevano.
Un ippopotamo tutte le notti, verso mezzanotte, mezzanotte
e un quarto, usciva dal mare, lo guardava fisso come per
i
chiedergli chi sei?

Il signore del luogo lontano

Un suo luogo lontano lontano che una volta si partiva al
mattino e si arrivava alla sera era diventato un luogo vicino.
Come mai?
Non si sa, le case e i pergolati si erano ravvicinati. Si partiva e
un minuto si era arrivati.
Strada facendo però un poco ai finestrini la mancanza del
viaggio si affacciava.

Il signore del nido

Certuni non ascoltano gli uccelli nuovamente anche quest’
anno cantare, quel signore sì.
Allora perché con lui non costruire un nuovo più benfatto
nido con rametti fili d’erba piume più un lettino?

Libri

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