Elenco delle poesie
Esplori le poesie della nostra raccolta
Aprile a San Vittore
Grazie sien rese ai ciechi
iddii ridenti, che il poeta trassero
di morte e dalla nera muda al gaio
giorno del camerone dove cantano
i giovinetti partigiani.<…
Canti
I
Fossimo i nostri pro-progenitori:
un grumo di muco in una calda palude.
Vita e morte fluirebbero, germe e nascita,
via con le nostre linfe mute.
Canto di donna
Canto di donna che si sa non vista
dietro le chiuse imposte, voce roca,
di languenti abbandoni e d’improvvisi
brividi scorsa, di vuote parole
fatta, ch’io no…
Entro la densa lente dell’estate
Entro la densa lente dell’estate,
nel mattino disteso che già squarciano
lunghi, assonnati e sviscerati i gridi
degli ambulanti, – oh, i bei colori! Giallo
d…
Giardino
L’iridato
getto che il vento obliqua e sfrangia, vela
per un istante il paesaggio,
lo appanna come una memoria.
Poi di colpo s’imprimono
nella stillante…
L’ultimo angelo
Di notte,
sulla prim’alba, ad diluculum, al sole
di mezzogiorno, al crepuscolo, ad occhi
aperti, ad occhi socchiusi, in sogno
o in veglia, Angelo biondo, Ang…
Levania
...Forse
a Levania approdai nella sepolta
esistenza anteriore, ed era il cono
dell’eclissi che l’algida schiudeva
nera via degli spiriti. Gli unguenti
d…
Sera sull’Adda
...E l’Adda riccioluta di spume, carica
di case attonite, di bianchi ponti
nel gonfio lume di luna: dall’erma
pergola i fiati della notte, i baci,
il vino, l…
Una volta
Eravamo
sulla collina di Bergamo, dentro
l’erba alta, io te i bimbi. Volgeva
su noi, tra pioggia e schiarita, la vaga
ruota dei raggi annerati: per l’aria
Le mie prigioni
Sarei un impostore se attribuissi a saviezza il non esser-
mene innamorato. Non me ne innamorai unicamente perché
ella avea un amante, del quale era pazza. Guai a me, …
Sirventese Lombardesco
Poi ge neve ni glaza
non me pot far guizardo,
e ge dolzamentr’ardo
en l’amor ge m’abraza,
5 ben è rason g’eo faza
un sirventés lonbardo,
qé del pro…
Ad Zaninam
Tempus erat quando flores Primavera galantos
spantegat et freddare scolat Apollo brinam.
Sancta facit saltare foras Agnesa lusertas
serpaque scorzato corpore laet…
Dalla Macaronea
O putanarum putanissima vacha vacharum
O potifarum potissima pota potaza
Quam nunquam potui faciam catare futendi
Tu Phrosina mihi faveas mea sola voluptas
N…
D’amoroso paese
D’amoroso paese
sospiri e dolzi planti m’ha mandato
Amor, che m’ha donato — a donna amare;
mai senza sospirare
Amore me no lascia solo un’ura.
Deo, che …
Da al rame lingua, perc’ha divina alma
Da al rame lingua, perc’ha divina alma.
La scimia e l’orso han palma, — e non sì industre,
che ’1 fuoco illustre — maneggiasse; ei solo
si alzò a tal volo.
<…
Della plebe
Il popolo è una bestia varia e grossa,
ch’ignora le sue forze; e però stassi
a pesi e botte di legni e di sassi,
guidato da un fanciul che non ha possa,
ch’e…
IL aruoco della “ cieca ” per noi fassi
IL aruoco della “ cieca ” per noi fassi;
ride Natura, gli angeli, e ’l gran Sire,
vedendo comparire
della primera idea modi infiniti,
premiando a chi più ben…
Il teatro del mondo
Nez teatro del mondo ammascherate
l’alme dai corpi e dagli effetti loro,
spettacolo al supremo concistoro
da natura, divina arte, apprestate,
fan gli a…
L’idea divina
L’uom fu bambino, embrione, seme e sangue,
pane, erba ed altre cose, in cui godeva
d’esser quel ch’era, e gli spiacea mutarsi
in quel ch’è mo’: e quel ch’ora gli …
La gran vita
Che maraviglia s’alcuno s’ammazzi?
Lo guida il fato con occulto incanto
per la gran vita, ove enno i mali e i pazzi
semitoni e metafore al suo canto.
Sonetto fatto dall’autore sopra un bagno mandatoli dalla sua donna, nel quale ella s’era prima…
La faccia di madonna, che di Dio
sola può dirsi imagin vera in terra,
e la man, previdenza che non erra,
bagnate in atto a me cortese e pio,
tolsi l’ac…
Sonetto fatto sopra un presente di pere mandato all’autore dalla sua donna, le quali erano tócchi…
Le stampe delle perle, donde il fiato
che mi dà vita, sue figure imprime,
nelle pere mandommi fresche e prime;
don fra gli amanti assai cupidi amato.
G…
A Clori vicina a uscire di monastero un frate suo direttore
Clori bella, ed io potei
passar tristi i giorni miei
rammentando a te d’accanto
di rigor l’indocil vanto,
mentre celava in cuore
tutto il fuoco dell’amo…
La notatrice
Io me ne stava in fondo
d’una cava spelonca al mare in riva,
e dell’ondoso mondo
al popol notatore
con amo adescatore
la dolce vita insidiando giva,