Alfredo Giuliani

Alfredo Giuliani

1924–2007 · visse 82 anni IT IT

n. 1924-11-23, Mombaroccio · m. 2007-08-20, Roma

A Chilosà trovi

A Chilosà trovi un vecchio sapiente
che spaccia consigli per niente.
Beve vino di buone annate,
e borbotta tra sé: puttanate.

Me la intendo col vecchio sapiente,
solo lui dei chilosani
sa e non dice i sogni strani.
Che gente uggiosa e sfuggente!
Avanzando la solita scusa
non si mostrano mai curiosi,
dei misteri non s’impicciano.
Lasciano che ogni cosa rimanga, così,
sulle sue, sciattamente misteriosa.
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Poesie

22

Quanto ai fiori

Quanto ai fiori, ti dirò, preferisco
la circostanza che li pone a nostro agio,
la sorpresa o l’offerta di mattino
in una stanza, o la presenza notturna

che li stempera, li disfa sulla soglia
d’una ospitalità ambita, incongrua.
Oppure devono risplendere al naturale
come quei papaveri sui declivi magri.

Ebbrezza di placamenti

Amore non può parlare
né allontanarsi né approfittare
è amato e sciocco sotto la luna
La terra raggiunta si tranquillizza
l’occhio tramonta nel bosco strappato
il corpo più intimo si avvalla

Agogna lo sfinimento di consumare l’estro
nella ripetizione del nientetempo
Fiuta la delicata tempesta di feromoni e calze
riconosce la grazia e il tormento
Si rannicchia nel cervello vaporoso
a rammendare la sintesi in delirio

Gemina che manca respira a nascondino
il sole è nel pozzo del nostro insieme infinito
da vortici roventi vago specchio di spume
sgrana l’ipotesi d’iperbolico fuoco
l’aria cava frigge luce buia spalanca
è oceano in fiamme e basta l’immagine
ma tu sali alle quote del vento irruvidito
gemi la gentilezza di morire un poco

E l’accoglienza di grandi occhi ti sgrana
regala ebbrezza di placameto
slaccia il tuo cuoriciattolo ti nuotano
ascoltano che scrivi abiti quel giro immerso

Stagioni foglie
sempre smarrite ritrovate

ma che non torna abbaglia dai rifiuti
ombra da vicoli di luce trattenuta

grazia nessuna
se non il dio frainteso

Quegli uccelli

Quegli uccelli potevano essere i rigogoli
e quei vortici di calma sopra le spalliere
muschiose gli sbuffi di canfora e menta
alzavi le orecchie di fiori carezzavi
il vellutello di là dal riparo la strada
roca di vento lo sguardo cercava le effigi
pungenti sentivi l’odore marcio l’estate
caduta supina cominciava a decomporsi
c’era urn’aria di spossata incertezza
alborava un rosso scempio di gallina

Libri

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