Luciano Erba

Luciano Erba

A scuola di sguardo

Le stanghette sono molli e sbilenche
le lenti opache e graffite
a fatica si legge il giornale
se ne vale la pena.
Certi occhiali, ecco il punto,
non sono fatti per vedere
ma per essere visti
sono quelli caduti in una rissa, o
in un cassetto il pince-nez di mio nonno
(1 miei li misi al ginnasio
non leggevo le minuscole greche)
addirittura vi sono occhiali che parlano
quelli a mucchi dei campi di sterminio
quelli della nuotatrice, su uno scoglio.
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Poesie

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Sul ciglio di un fosso

Ci hai dato un solo trapasso
sai tu come e quando
ma questo, tra alberi e pietre,
nulla che vado inventando
è altra cosa, soltanto un momento
in un sistema di relatività

ma questi, quando mi vedi
tirare 1 remi in barca
star disteso sulla panchina di un parco
o seduto sul ciglio di un fosso,
questi sono per ora momenti
di assenza e di grande unità.

Terra e mare

Goletta, gentilissimo legno, svelto
prodigio se il cuore
sapesse veleggiare come sai
tra gli azzurri arcipelaghi!

ma tornerò alla casa sulla rada
verso le sei, quando la Lenormant
avanza una poltrona sul terrazzo
e si accinge ai lavori di ricamo
per le mense d’altare.

Navigazione blu, estivi giorni
sere dietro una tenda a larghe maglie
come una rete! bottiglie
vascelli tra rocchi di conchiglie
e la lettura di Giordano Bruno
nel salotto di giunco, nominatim
De la Causa Principio e Uno!
From IL NASTRO DI MOEBIUS

Un paesaggio docile

L’albero che saliva si piegava
tornava a salire verso il cielo
ma avesse preso questa o quella forma
avesse avuto questo o quel colore
sarebbe stato sempre solo un albero
soltanto un segno su quel dosso di monte
di un paesaggio creato dai miei occhi
per secondare i miei esaltati spiriti
la mia fierezza di viandante alpestre
giunto infine poco sotto la vetta.

Vanitas varietatum

Io talvolta mi chiedo
se la terra è la terra
e se queste tra i viali del parco
sono proprio le madri.
Perché passano una mano guantata
sul dorso di cani fedeli?
perché bambini scozzesi
spiano dietro gli alberi
qualcuno, scolaro o soldato
che ora apre un cartoccio
di torrone o di zucchero filato?
Ottobre è rosso e scende dai monti
di villa in villa
e di castagno in castagno
si stringe ai mantelli
accarezza il tricolore sul bungalow
nel giorno che i bersaglieri
entrano ancora a Trieste.
Tutto è dunque morbido sotto gli alberi
presso le madri e i loro mantelli aranciati
la terra, la terra e ogni pena d’amore
esiste altra pena?
sono di là dai cancelli: così le Furie
e le opere non finite.

Ma queste non sono le madri
io lo so, sono i cervi in attesa.

Libri

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