Niagara chic
Arrendevole
finisco sempre per andare in posti sbagliati
pittori ignoti, presunti perseguitati
più un sapientino che ci dice attention
les brésiliens ne parlent pas l’espagnol
il vino è buono, le donne sfiorite
se una sera vale l’altra
me ne sto qui come in un guscio di noce
come chi, avessi vent’anni di meno,
si affidasse rinchiuso in una botte
alla corrente che porta a una cascata.
Nuvole
Per anni ho guardato le nuvole
a oriente di questa terrazza
senza curarmi se fossero
diverse per chi le avesse osservate
da un’altra parte della città.
Ma oggi è un giorno al duale
amo, dunque 10 sono, 10 e te siamo.
“Cara, se guardi sopra Porta Venezia
c’è una nuvola che ha la faccia di Lincoln”.
Lei mi risponde al telefono
“la mia nuvola ha la faccia di Marx”.
Sfrangiate nuvole
restate nuvole!
Perché non io
perché non 10 lungo lo stradale
almeno fino al passaggio a livello
tra i lillà delle ville
della valle del Tanaro
le mie figlie per mano
le scarpe bianche di cuoio
la cintura al buco più largo
perché non io
dopopranzo la sera
Quando ce ne andiamo
Quando ce ne andiamo ti ricordano per un sorriso
per un raro gesto di generosità
per un tic, per la balbuzie, per la loquacità
per la sciarpa bianca o cammello
per la cravatta sbagliata
per l’accento padano
quanto a me ricordatemi come volete
ancor meglio se ne fate a meno, vivete!
In medio stat vitium
Sei di quelli che ai test
danno segni contraddittori
ma di certo
né genio né idiota
e allora?
un pover’uomo
perseguitato dai geni e dagli idioti.
Quando penso a mia madre
Nulla ho scritto di te quando sei andata
e poco ho scritto dopo, il lungo dopo.
Ritorni solo nei sogni di ogni notte
O, il giorno, a casa, nell’aria di via B.
dopo che è nevicato e si respira;
o in una luce pomeridiana di persiane chiuse
e vi è un fruscio di giornale di grande formato;
o in qualche nome di luogo che si ferma in gola.
Tutto qui? non accetto la morte, mi si dice.
E vero, non riapro i tuoi cassetti, non rileggo
le tue lettere. Che io sia
nient’altro che una pietra
un Giovannino heartless?
Quanto tempo mi resterà ancora per imparare
a sorridere e amare come te?
Questi ultimi anni
Questi ultimi anni avuti in premio
hanno a volte il gusto un poco sfatto
di certe scatolette di tonno
che si mangiano ai bordi di un torrente
sull’erba corta, dopo una camminata:
il vino è fresco
la bottiglia tra sassi e corrente.
Seguivo il tuo viaggio
Seguivo il tuo viaggio
provavo le tue impressioni
pensavo i tuoi pensieri
meglio di un simulatore di un centro spaziale
che riproduce a terra le vicende
di un’astronave in volo tra le stelle
finché scese le ombre sopra i tetti
te addormentata, perso ogni contatto
caddi di quota, riabitai il mio baratro
tra voci inascoltate e la spezzata
illusione di un filo che legasse
non solo a te ma a ogni cosa sperata
ai gradi assenti, a eterni invisibilia
Da L’IPOTESI CIRCENSE
Senza bussola
Secondo Darwin avrei dovuto essere eliminato
secondo Malthus neppure essere nato
secondo Lombroso finirò comunque male
e non sto a dire di Marx, io, petit bourgeois,
scappare, dunque, scappare
in avanti in dietro di fianco
(così nel quaranta quando tutti) ma
permangono personali perplessità
sono a est della mia ferita
o a sud della mia morte?
Sette e mezzo
Probabile che tra le sette e le otto
di sera di luglio o d’agosto
ragazzi tra i sette e otto anni
possano capire qualcosa
di questo mondo o dell’altro
giocando in giardini dove crescano
alberi a foglie grigie e bacche rosse...
Se mi è capitato? tanto
non avrei saputo che potevo capire
ed ora? ho capito che non posso sapere.
Da L’IPPOPOTAMO
Suite ferroviaria
Siepe di robinia
che segui la strada ferrata
ti lascio i miei pensieri
sulle tue foglie verdi, sottili.
Sul treno che mi portava veloce
a quest’ora del tramonto
pensavo al mio destino
povero, meraviglioso
al cammino
che non so se farò.
Ma mi accompagna il tuo verde filare, ora
lo guardo
e la campagna stanca:
così spesso fuggono
sogni e visioni del mio viaggiare.
Leggevo negli occhi dei famuli
il mio destino la mia certa condanna
andavo in montagna
scarponi e paltò
volevo fuggire
l’Italia e Salò.
Sei nel Giura e guardi dal treno
il convento in mezzo agli abeti
chi è in preghiera? la suora toriera
o il ragazzo che va alla frontiera?
Da NELLA TERRA DI MEZZO