Poesie

Elenco delle poesie

Esplori le poesie della nostra raccolta

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Contestazione

Una, improvvisamente
s’alza dal letto dicendo
«questo non si può fare». E s’agita, tira fuori
roba dai cassetti nello spazio impiccato
tra comò e attaccapann…

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Da Canzonette mortali

Da Canzonette mortali
RI
Un giorno o l’altro ti lascio, un giorno
dopo l’altro ti lascio, anima mia.
Per gelosia di vecchio, per paura
di perderti — o p…

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Da qualche anno cerco

Da qualche anno cerco di invecchiare
anche per suo conto, una primavera,
un’estate dopo l’altra — lui che era
tutto vista e tatto, lui che a mangiare

m…

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Dalla mia finestra

Eh, le misure della notte, l’ambiguo
lume di luna che confonde
il protocollo dei marmi, l’ombra che ravviva
gli strombi delle finestre, le profonde
gole dei …

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Dolore

Tu e le tue fissazioni! mi vien voglia
di rinfacciarti le mie piaghe,
quelle sì cancrenose, immedicabili...
Ma no, sbaglio. Non io, tu sei l’erede
d’una sacr…

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Farsi radice, stipite

Farsi radice, stipite, reliquia
verde occultamente se non si può
più essere foglia o fiore, forse so
che è proprio lì, in quella dolcezza attigua

alla …

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Figure nel parco

E dire che ci sono
curve spaziose in questi viali, siepi
basse o trasparenti...
Con la mia vista (poca) mi domando
come faccio a vederli. Chi lo sa. Sbucano …

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Ho amato vivendo

Ho amato vivendo degli animali,
non gli animali. Adesso, nel ricordo,
non ne amo nessuno, come se a bordo
dell’arca in viaggio verso più ospitali

silen…

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Il compleanno di mia figlia

Siano con selvaggia compunzione accese
le tre candele.
Saltino sui coperchi con fragore i due
compari di spada compiuti uno
sei anni e mezzo, l’altro cinque<…

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Imbarcadero

I pochi che aspettano, pochi
per volta, pochi e sempre, che il traghetto
torni dall’altra riva
filando piatto, silenzioso
tranne 1 colpi di sotto, sordi,

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

La casa di campagna dove

La casa di campagna dove leggere
George Eliot o E. M. Forster fino all’ora
della cenere e poi quando s’infervora
il silenzio delle siepi contendere

ori…

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Lo chiamavano, credo, fronte

Lo chiamavano, credo, fronte interno
far la fila per ore per avere
quattro patate congelate e nere
e stare senza fuoco in pieno inverno

e non sognare c…

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Nell’ora, ormai, della cenere

Nell’ora, ormai, della cenere
a pochi passi il corso brulicava
di commerci frenetici e ingannevoli
e di delitti consumati in sogno
quando per contagio di que…

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Niente sarà mai vero

Niente sarà mai vero come è
vero questo venticinque novembre
millenovecentonovantatre
con il suo tranquillo traffico d’ombre

per corsie e sale e camera…

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Non facevano fumo

Non facevano fumo né rumore
nei piazzali ghiacciati le corriere
degli sfollati in quelle bianche sere
di prima guerra e d’antico dolore

fagocitando e c…

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Non stava a noi risolvere

Non stava a noi risolvere
il rebus della cena
scaraventando in scena
le sostitute povere

delle pietanze a poca
luce d’acetilene
o abbreviando…

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Più morti che vivi — no

Più morti che vivi — no, non è questa
la frase che mi bisbigliano stanche
voci sulla riva del sonno e anche
più in là, fin dentro la sua scialba festa

…

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Si va nell’ombra

Si va nell’ombra o è l’ombra che ci viene
incontro, annunciata, inattesa, e inghiotte
quello che siamo? Chi può dirlo. Notte
senza notte; non il dopo, ma scene

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Sono quello che eravate

Sono quello che eravate, sarò
quello che siete, sussurro a chi spia
i miei passi da un letto di corsia
d’un padiglione di Niguarda o

del vecchio policl…

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Stanze per la musica di Adriano Guarnieri

Quare tristis — perché
sempre, nella veglia e nel sonno,
nell’omissione e nell’adempimento,
l’anima ci fa così male?
Noi che la custodiamo
senza amarla,…

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Tanto difficile da immaginare

Tanto difficile da immaginare
davvero, il Paradiso? Ma se basta
chiudere gli occhi per vederlo, sta
lì dietro, dietro le palpebre, pare

che aspetti noi…

Giovanni Raboni
Giovanni Raboni

Vivo, stando in campagna, la mia morte

Vivo, stando in campagna, la mia morte.
Appeso a trespoli, aiole,
alle radici del glicine, ai raggi della ruota,
aspetto (il barattolo del nescafé
a portata …

Gherardo Patecchio
Gherardo Patecchio

De mateza e de mati

De mateza e de mati voig dir mescladament,
per q’ig è plu per nomero qe tuta l’autra zent,
et anc del so contrario, zo è sen e saver:
cui tien l’un, lassa l’autro…

Gherardo Patecchio
Gherardo Patecchio

Delle femene

La femena fa l’om envriar como ’l vino,
fa-l desperad e nesio e fa-l tornar plui fino.