Elenco delle poesie
Esplori le poesie della nostra raccolta
Contestazione
Una, improvvisamente
s’alza dal letto dicendo
«questo non si può fare». E s’agita, tira fuori
roba dai cassetti nello spazio impiccato
tra comò e attaccapann…
Da Canzonette mortali
Da Canzonette mortali
RI
Un giorno o l’altro ti lascio, un giorno
dopo l’altro ti lascio, anima mia.
Per gelosia di vecchio, per paura
di perderti — o p…
Da qualche anno cerco
Da qualche anno cerco di invecchiare
anche per suo conto, una primavera,
un’estate dopo l’altra — lui che era
tutto vista e tatto, lui che a mangiare
m…
Dalla mia finestra
Eh, le misure della notte, l’ambiguo
lume di luna che confonde
il protocollo dei marmi, l’ombra che ravviva
gli strombi delle finestre, le profonde
gole dei …
Dolore
Tu e le tue fissazioni! mi vien voglia
di rinfacciarti le mie piaghe,
quelle sì cancrenose, immedicabili...
Ma no, sbaglio. Non io, tu sei l’erede
d’una sacr…
Farsi radice, stipite
Farsi radice, stipite, reliquia
verde occultamente se non si può
più essere foglia o fiore, forse so
che è proprio lì, in quella dolcezza attigua
alla …
Figure nel parco
E dire che ci sono
curve spaziose in questi viali, siepi
basse o trasparenti...
Con la mia vista (poca) mi domando
come faccio a vederli. Chi lo sa. Sbucano …
Ho amato vivendo
Ho amato vivendo degli animali,
non gli animali. Adesso, nel ricordo,
non ne amo nessuno, come se a bordo
dell’arca in viaggio verso più ospitali
silen…
Il compleanno di mia figlia
Siano con selvaggia compunzione accese
le tre candele.
Saltino sui coperchi con fragore i due
compari di spada compiuti uno
sei anni e mezzo, l’altro cinque<…
Imbarcadero
I pochi che aspettano, pochi
per volta, pochi e sempre, che il traghetto
torni dall’altra riva
filando piatto, silenzioso
tranne 1 colpi di sotto, sordi,
La casa di campagna dove
La casa di campagna dove leggere
George Eliot o E. M. Forster fino all’ora
della cenere e poi quando s’infervora
il silenzio delle siepi contendere
ori…
Lo chiamavano, credo, fronte
Lo chiamavano, credo, fronte interno
far la fila per ore per avere
quattro patate congelate e nere
e stare senza fuoco in pieno inverno
e non sognare c…
Nell’ora, ormai, della cenere
Nell’ora, ormai, della cenere
a pochi passi il corso brulicava
di commerci frenetici e ingannevoli
e di delitti consumati in sogno
quando per contagio di que…
Niente sarà mai vero
Niente sarà mai vero come è
vero questo venticinque novembre
millenovecentonovantatre
con il suo tranquillo traffico d’ombre
per corsie e sale e camera…
Non facevano fumo
Non facevano fumo né rumore
nei piazzali ghiacciati le corriere
degli sfollati in quelle bianche sere
di prima guerra e d’antico dolore
fagocitando e c…
Non stava a noi risolvere
Non stava a noi risolvere
il rebus della cena
scaraventando in scena
le sostitute povere
delle pietanze a poca
luce d’acetilene
o abbreviando…
Più morti che vivi — no
Più morti che vivi — no, non è questa
la frase che mi bisbigliano stanche
voci sulla riva del sonno e anche
più in là, fin dentro la sua scialba festa
…
Si va nell’ombra
Si va nell’ombra o è l’ombra che ci viene
incontro, annunciata, inattesa, e inghiotte
quello che siamo? Chi può dirlo. Notte
senza notte; non il dopo, ma scene
Sono quello che eravate
Sono quello che eravate, sarò
quello che siete, sussurro a chi spia
i miei passi da un letto di corsia
d’un padiglione di Niguarda o
del vecchio policl…
Stanze per la musica di Adriano Guarnieri
Quare tristis — perché
sempre, nella veglia e nel sonno,
nell’omissione e nell’adempimento,
l’anima ci fa così male?
Noi che la custodiamo
senza amarla,…
Tanto difficile da immaginare
Tanto difficile da immaginare
davvero, il Paradiso? Ma se basta
chiudere gli occhi per vederlo, sta
lì dietro, dietro le palpebre, pare
che aspetti noi…
Vivo, stando in campagna, la mia morte
Vivo, stando in campagna, la mia morte.
Appeso a trespoli, aiole,
alle radici del glicine, ai raggi della ruota,
aspetto (il barattolo del nescafé
a portata …
De mateza e de mati
De mateza e de mati voig dir mescladament,
per q’ig è plu per nomero qe tuta l’autra zent,
et anc del so contrario, zo è sen e saver:
cui tien l’un, lassa l’autro…
Delle femene
La femena fa l’om envriar como ’l vino,
fa-l desperad e nesio e fa-l tornar plui fino.